28 settembre 2017

Di Charlotte alla Milanese e abbracci dall'al di là

charlotte milanese torta senza ingredienti
Ho sempre pensato, fin da piccola, di "sentire" alcune piccole cose prima che accadano. Niente storie ai confini della realtà, ma in più di un'occasione mi è successo di sognare in anticipo accadimenti che poi si verificano nella realtà, o persone che magari non sento da tantissimo tempo e che rispuntano fuori all'improvviso proprio poco dopo averli pensati o sognati. Ma quello che mi capita molto più spesso è di ricevere un "messaggio" da parte di persone a me molto care che non ci sono più. Poco più di una sensazione, a dire il vero, niente parenti che dall'aldilà ti rivelano la sestina del super enalotto per cui diventi milionario (magari!) ma piccoli, piccolissimi segni che, forse anche solo per auto suggestione, mi fanno sentire vicine come non mai le persone che un tempo rappresentavano per me dei punti di riferimento, oltre che una fonte inesauribile di affetto e cura.. 
Prima fra tutte la Nonna Paola
Molto spesso mi è capitato di sentirla più vicina che mai, da qualunque luogo si trovi adesso, per qualche piccolo segnale inaspettato, ma anche solo qualche sua espressione dimenticata che esce fuori all'improvviso, qualche suo gesto che compio, forse, ogni giorno automaticamente ma che in un preciso momento mi sembra nuovo e me la ricorda tantissimo, facendomi sorridere. E il bello di tutto ciò è che queste sensazioni capitano sempre in momenti in cui sono particolarmente giù, o messa alla prova, o in affanno fisico o mentale. Quest'anno è stato un anno difficile sotto molti punti di vista, e in molte occasioni la nonna si è "affacciata" per un istante, facendomi arrivare il suo conforto, il calore del suo braccio che tante volte ho sentito stringersi sulla mia spalla.. L'ultimo episodio è capitato giusto qualche mese fa, in occasione di una mia collaborazione con PaneAngeli (..angeli, non a caso, tutto torna...) che mi ha invitata a partecipare con una ricetta al loro progetto "L'Italia più dolce", un piccolo e-book realizzato insieme a tante altre "colleghe" blogger sui dolci più tipici delle varie regioni d'Italia. E siccome, nella fattispecie, anche se ormai sono definitivamente stata adottata da Roma e mi considero molto più romana che Milanese, in omaggio alle mie origini e a quelle della mia famiglia paterna mi è stato chiesto di preparare un dolce tipico della tradizione milanese, ovvero la Charlotte alla Milanese.

charlotte alla milanese ingredienti

A dirla tutta di questo dolce tipico non ne avevo proprio mai sentito parlare prima di allora, ma ho accettato ben volentieri dato che in praticamente quasi tutte le famose torte da colazione che tanto piacciono a casa Pane&Burro la famosa "bustina di lievito" in questione è da sempre quella di PaneAngeli. 
Così ho iniziato a documentarmi su questo dolce, scoprendo che è sostanzialmente un dolce povero, di recupero, realizzato in pratica con pane e burro (e che te lo dico a fare), mele, zucchero e poco altro, arricchito con uvetta e canditi. Eppure a me questo dolce che, giuro, non avevo mai sentito nominare né tantomeno mai mangiato in vita mia qualcosa me la ricordava. Gira che ti rigira, il giorno in cui mi sono messa a prepararlo per questo progetto, è arrivata l'illuminazione. Così ho telefonato alla mia mamma, che ancora oggi detiene come un piccolo cimelio da museo, il taccuino delle ricette di Nonna Paola, un piccolissimo quadernino con il dorso a spirale (moderno per la sua epoca, come lo è sempre stata anche lei) e le pagine ormai completamente ingiallite, scritte a mano con la sua inconfondibile calligrafia, la stessa delle tante bellissime lettere che mi spediva puntualmente dalla Francia per il mio compleanno, piene di storie bellissime inventate da lei e che ancora custodisco gelosamente. 
Non so come né perché questa charlotte alla milanese mi sembrava di averla sbirciata una volta in quel taccuino, anche se perfino alla mamma, che lo ha sicuramente consultato migliaia di volte in vita sua, non diceva un gran che. "ma si mamma, guarda bene.. non so perché ma mi dice qualcosa.." "...." 
"no, c'è solo una charlotte alle mele ma non credo che l'abbiamo mai mangiata..".
Ecco, eccola lì: stessi ingredienti, stesso procedimento, stesso dolce. Solo che lei  la chiamava Charlotte alle Mele. Eccola, la Charlotte alla Milanese. E mica una qualsiasi... la sua.. Eccola la Nonna Paola, che in un pomeriggio d'estate in cui avevo bisogno di un po' di conforto è arrivata, in un modo tutto suo, a farmi sentire il suo affetto e la sua mano sulla mia spalla.

La ricetta di questo dolce, insieme a tante altre ricette di dolci tipici regionali, la potete trovare quindi all'interno dell'e-book "L'Italia più dolce" sul sito PaneAngeli 
#incollaborazioneconcameo

charlotte milanese fetta

06 settembre 2017

Shakshuka

shakshuka
[post in collaborazione con Le Creuset]

Questo piatto mi fa pensare a mia nonna Paola, di cui vi ho già parlato in diverse occasioni qui sul blog. Scopro con il passare degli anni sempre più particolari in me che mi ricordano lei, le somiglio in moltissimi aspetti, forse meno fisicamente, ma nel carattere, nei modi, nei gesti che ogni giorno compio automaticamente, sempre più spesso mi capita di soffermarmi e sorridere, pensando che è esattamente così che faceva anche lei. Riappare, a modo suo, nella mia vita nei modi più originali, molto di rado in sogno, più che altro in qualche piccolo souvenir di lei nel quale mi imbatto inaspettatamente, quasi sempre quando ne avevo più bisogno, nelle occasioni più inattese. E mi dà sollievo facendomi sorridere sapere che in qualche modo lei è lì da qualche parte che mi guarda e continua a prendersi cura di me. 
Una delle migliori qualità che ho ereditato da lei è sicuramente uno stomaco di ferro. Ho visto mangiare mia  nonna ogni giorno per tanti anni e vi garantisco che era una gran bella forchetta ma in particolare digeriva qualsiasi cosa. Una delle tante dimostrazioni di quanto appena detto era uno dei suoi piatti preferiti per cena: le uova al tegamino (rigorosamente cotte nel burro) accompagnate dalla "peperonata" di peperoni gialli, piatto di cui lei andava particolarmente ghiotta, che sfido chiunque alla veneranda età che aveva lei a consumare con la sua stessa nonchalance per il pranzo serale senza dover ricorrere a mezzo bicchiere di bicarbonato..
Quindi quando qualche giorno fa ho preparato la Shakshuka (o Shakshouka), un piatto mediorientale a base di peperoni e uova, naturalmente il mio pensiero è immediatamente volato a lei, al suo proverbiale appetito ma soprattutto al suo formidabile apparato digestivo..

peperoni
La Shakshuka è un piatto semplice, come dicevo, della tradizione culinaria di molti paesi del  medio oriente, un piatto familiare che viene preparato spesso per sfamare la famiglia con pochi ingredienti molto economici e facilmente reperibili. La ricetta originale prevede che una volta aggiunte le uova la cottura venga terminata in forno, ma io invece l'ho finita in padella, con il coperchio del tegame Le Creuset che vedete in foto, che crea un effetto forno e mi consente di non doverlo accendere (soprattutto con le temperature che fino a qualche giorno fa ci hanno fatto compagnia) e anche di controllare meglio la cottura delle uova. Accompagnato da qualche fetta di pane arabo (o di naan come nel mio caso) è un pasto perfetto, gustosissimo ed economico che sono sicura vi piacerà moltissimo. Il piatto può essere completato con della feta sbriciolata, ma per la nota acidula (che lo completa e lo bilancia) io ho preferito una salsina a base di yogurt greco. 
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SHAKSHUKA
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:: Ingredienti per 2 persone :: 
2 peperoni rossi non troppo grandi
1 cipolla rossa di Tropea
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 cucchiaino raso di paprika affumicata
una spolverata di peperoncino in polvere 
circa 250 g di pomodori datterino
4 uova fresche
olio evo
sale
pepe
un misto di erbe aromatiche fresche (idealmente coriandolo, io ho usato in alternativa basilico, prezzemolo e origano) 
100 ml di yogurt greco al naturale
1 cucchiaio di latte


:: Procedimento ::

Pelate e affettate finemente la cipolla. Sbucciate l'aglio e tritatelo molto finemente (se ce l'avete, usate lo schiaccia aglio).
Pulite i peperoni, eliminate il gambo, i semi e i filamenti e tagliateli a striscioline sottili poco meno di un centimetro.
Mettete in un tegame 2-3 cucchiai d'olio, scaldatelo insieme alla cipolla affettata e l'aglio tritato a fiamma dolce, per evitare che prendano colore. Quando la cipolla inizierà ad appassire leggermente unite le spezie in polvere e fate insaporire. Unite i peperoni a striscioline e i pomodorini divisi a metà e proseguite la cottura a fiamma dolce con il coperchio per circa 15 minuti, regolando di sale, pepe e peperoncino e aggiungendo poca acqua quando occorre per evitare che i peperoni si asciughino troppo. 
Quando i peperoni saranno cotti, create 4 incavi e rompete un uovo in ciascuno. Coprite con il coperchio e proseguite la cottura finché l'albume non risulterà ben rappreso.
Nel frattempo, mescolate lo yogurt con un filo d'olio, il latte, sale e pepe e tritate finemente le erbe aromatiche fresche. 
Quando le uova saranno cotte, completate con lo yogurt spruzzato qua e là con un cucchiiaio e le erbe aromatiche. Servite subito accompagnato da del pane arabo spennellato di olio e scaldato per pochi minuti.

08 agosto 2017

Latti da mangiare: il mare incontra il (Gran) Mugello

menu di mareSe mi conoscete bene, sapete che non amo particolarmente partecipare a contest e concorsi in generale. Ma qualche volta ricredersi e cambiare idea può anche essere divertente, non trovate? 
"Solo i cretini non cambiano mai idea" diceva la mia nonna, e aveva pienamente ragione. In più se l'occasione di partecipare a questo concorso mi viene offerta da un'azienda seria che produce formaggi di eccellente qualità nella zona del Mugello, rispettando la tradizione e il territorio in modo onesto e genuino ancora oggi dopo moltissimi anni, non posso che essere tentata. 
Se poi la "sfida" consiste nell'elaborare un menu di mare o di bosco utilizzando solo una piccolissima lista di ingredienti, allora devo dire che la storica Fattoria il Palagiaccio mi ha davvero come dire.. presa all'amo! 
Così ho scelto di creare un menu di mare, io che in generale non sono una grandissima fan dell'abbinamento pesce e formaggio, però, complice un recente viaggio nella magnifica terra di Sicilia, ho avuto modo, anche in questo caso, di dovermi ricredere e di apprezzare invece questo accostamento. 
Dopo aver assaggiato i tre tagli di formaggio messi a disposizione dell'azienda, ho trovato che la sapidità e la cremosità del Gran Mugello Palagiaccio, in particolare, si sposasse magnificamente con gli ingredienti da me scelti per preparare questi due piatti con cui ho pensato di partecipare al concorso Latti da Mangiare.

IL PRIMO: 
LINGUINE CON COZZE, SALICORNIA, GRAN MUGELLO, MENTA E LIME

linguine cozze salicornia duo

"Cozze e pecorino" è un abbinamento abbastanza in uso, specialmente nel sud Italia e nel Salento, in particolare. Il Gran Mugello Palagiaccio, pur essendo un formaggio a base di latte vaccino, è particolarmente saporito e la stagionatura lo mantiene leggermente morbido, fondente, ricorda per sapidità un pecorino di quelli non troppo stagionati, pur essendo più delicato e meno pungente. Perfetto per questo primo dove il sapore esplosivo del mare e la carnosità delle cozze insieme al gusto salino dell'alga salicornia si bilanciano perfettamente con il Gran Mugello, una generosa spolverata di pepe e il tocco fresco e leggero dato dalla menta e dalla scorza di lime. 



:: Ingredienti per 4 persone :: 
1 kg di cozze
4 rametti di salicornia
un mazzetto di menta fresca
1 lime
280 g di linguine di Gragnano di buona qualità
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cipollotto novello non troppo piccolo
30 g di burro
olio evo
1 peperoncino piccolo
pepe nero
formaggio Gran Mugello grattugiato a piacere (almeno 3-4 cucchiai)
10 rametti di prezzemolo

:: Procedimento ::

Tritate molto finemente la parte bianca del cipollotto. 
In un tegame piuttosto grande, fate fondere il burro con 2 cucchiai d'olio, unite il cipollotto tritato, i gambi del prezzemolo e il peperoncino diviso in due e fate cuocere a fuoco molto basso finché il cipollotto non si sarà leggermente appassito senza prendere colore. 
Unite le cozze precedentemente spazzolate e private del bisso (la barbina che spunta dalla cozza, va tolta all'ultimo momento) e coprite con un coperchio. Aumentate la fiamma e fate cuocere così finché le cozze non si saranno tutte aperte. Con un mestolo forato, togliete le cozze e tenetele da parte. Eliminate dal fondo di cottura il peperoncino e i gambi di prezzemolo, sfumate con il vino bianco e fatelo evaporare. Fate cuocere il fondo per 5-6 minuti per farlo restringere leggermente. Sgusciate i 3/4 delle cozze e tenetene qualcuna con il guscio.
Tritate finemente le foglie di prezzemolo. 
Fate cuocere lel linguine in acqua bollente NON SALATA per 4 minuti in meno del tempo di cottura indicato insieme alla salicornia tagliata a tronchetti. Prelevatele con le pinze e unitele al fondo di cottura delle cozze. Proseguite la cottura facendo assorbire prima il fondo di cottura e poi, se necessario, aggiungendo qualche mestolono di acqua di cottura, per un risultato perfettamente cremoso e amalgamato. Un minuto prima del termine di cottura della pasta, unite le cozze, il prezzemolo tritato, le foglioline di menta spezzate grossolanamente e una generosa spolverata di pepe nero. Se necessario, aggiungete poco olio evo. A fine cottura, fuori dal fuoco, aggiungete circa la metà del Gran Mugello grattugiato e mescolate bene. Dividete nei piatti, ultimate con la scorza di lime grattugiata, altro pepe e il restante formaggio grattugiato. Servite subito.


duo melanzane muro



IL SECONDO:
SARDE A'BECCAFICO CON MELANZANE, ARANCIA E GRAN MUGELLO

sardine beccafico duo
Le sarde alla beccafico: patrimonio dell'umanità! Ma quelle alla palermitana, ben inteso.. con il profumo delle arance di Sicilia, l'uvetta passa, ma di quella piccola piccola ('a passolina), i pinoli, il finocchietto..un ripieno davvero molto semplice e umile ma profumato e ricco di sapore, qualche ricetta aggiunge anche un paio di cucchiai di caciocavallo Siciliano (ho trovato anche una variante con il formaggio Ragusano), e io ho pensato di arricchire la varca con un paio di cucchiai di Gran Mugello grattugiato. In più, nella mia personale variazione della ricetta, le erbe aromatiche sono particolarmente abbondanti, tutte quelle che ho trovato sul terrazzo, e per rendere il tutto più morbido (le sarde tendono ad asciugare un po' durante la cottura) ho aggiunto all'interno anche delle melanzane grigliate e una generosa manciata di capperi, di quelli piccoli di Favignana, appena riportati dalla mia vacanza..

sarde porta verde



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SARDE A' BECCAFICO CON MELANZANE E GRAN MUGELLO
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:: Ingredienti per 4 persone :: 
una ventina di sarde freschissime delle più grandi che trovate pulite, spinate e aperte a libretto (tenute insieme per la coda)
1 melanzana viola striata 
4 fette di pancarrè per toast
un mazzetto di finocchietto
un mazzetto di basilico
un mazzetto di origano fresco
1 spicchio d'aglio piccolo
2 arance bio
2 cucchiai colmi di formaggio Gran Mugello grattugiato
sale, pepe
olio evo
2 cucchiai di uvetta passa, la più piccola che riuscite a trovare
2 cucchiai di capperi piccoli sotto sale e ben dissalati
2 cucchiai di pinoli piccoli
una dozzina di foglie di alloro fresco

:: Procedimento ::

Tagliate le melanzane a fettine sottili e fatele grigliare su una bistecchiera da entrambi i lati. Tenete da parte e fate raffreddare completamente.
Mettete in un piccolo robot da cucina le fette di pane con le foglie delle erbe aromatiche e l'aglio e tritate molto finemente. Condite il pane aromatico con il succo e la scorza grattugiata di un'arancia, qualche cucchiaio d'olio, il Gran Mugello grattugiato, sale, pepe, i pinoli, i capperi dissalati e asciugati e l'uvetta precedentemente rinvenuta in acqua tiepida e strizzata. 
Dividete se necessario ciascuna fettina di melanzana in due metà. 
Tenendo la sarda aperta a libretto sul palmo di una mano dalla parte della pelle, coprite con una fettina di melanzana e un mucchietto di pane aromatico. Avvolgete formando un'involtino stretto e sistemate via via che sono pronte le sarde farcite in una piccola teglia leggermente unta in modo che siano ben serrate e non si aprano in cottura. Inframezzate le sarde con delle mezze fettine di arancia e le foglie di alloro. Completate con un filo d'olio, sale e pepe e infornate in forno già caldo a 180° C per 13-15 minuti in funzione ventilata (a seconda della grandezza delle sarde, se non sono grandi 13 minuti saranno sufficienti). Sfornate e portate a temperatura ambiente prima di servirle.


21 luglio 2017

Alla rircerca dell'aperitivo perfetto..

prawn toast
post in collaborazione con Val D'Oca
[tagliere KnIndustrie]
Qualche tempo fa mi hanno proposto di creare la ricetta di quello che, secondo me, potrebbe essere lo stuzzichino da aperitivo perfetto da abbinare ad una bottiglia di Valdobbiadone Prosecco superiore DOCG Val D'Oca "Le Rive di Santo Stefano".
Capite? Le parole "stuzzichino" "aperitivo" e "prosecco" tutte in un'unica frase. 
Potevo forse io non cogliere al volo quest'occasione? L'ho già dichiarato più volte e lo ribadisco ancora oggi: se si potesse, vivrei solo di prime colazioni e di aperitivi, senza nient'altro in mezzo... Insomma, ormai lo sapete, da me ogni scusa è buona per fare l'aperitivo: perché è venerdì (o sabato, o lunedì ma anche qualsiasi giorno della settimana...), perché ho trovato un traffico assurdo e me lo merito, perché non ho trovato traffico e allora festeggiamo,  insomma, davvero.. l'aperitivo per me è rappresenta un sacrosanto ed irrinunciabile momento di riconciliazione con l'universo, soprattutto se è riccamente accompagnato da stuzzichini non banali (ma in momenti di crisi vi giuro che vanno benissimo anche due olive, le patatine e una manciata di mandorle tostate!) e con un bel drink in abbinamento, meglio se si tratta di un calice di bollicine belle fresche (che come si sa, la bollicina sgrassa ;-)!
Così non solo ho potuto assaggiare l'ottimo prosecco Val D'Oca di cui sopra, un prosecco Brut Nature che al gusto pertanto risulta asciutto e persistente, pur avendo un gusto armonico ed equilibrato, con sentori di fiori bianchi, mela e agrumi. Trasparente e dal perlage fine e duraturo, ideale se servito ben freddo (6-8° C) in abbinamento a piatti di pesce. Perciò, quando mi sono messa a pensare allo stuzzichino "perfetto" volevo che fosse non solo a base di pesce, ma anche profumato, goloso, sfizioso e originale. 
Penso di averlo trovato in questo toast di gamberi, facilissimo da preparare, sorprendentemente gustoso e croccante ma soprattutto anche furbo: potete infatti preparare i vostri toast pronti per essere semplicemente fritti all'ultimo momento, giusto qualche minuto prima dell'arrivo dei vostri ospiti, e servirli appena qualche minuto dopo, non proprio bollenti ma ancora caldi. Fondamentale per questa ricetta è la panatura a base di panko giapponese (al quale ho mescolato anche dei semi di papavero, ma andrebbero benissimo anche quelli di sesamo) che potete acquistare nei negozi di specialità alimentari internazionali ma anche preparare in casa da voi, tritando della mollica di pane in cassetta facendola poi essiccare in forno a bassa temperatura finché non diventa croccantissima. Questa panatura, molto più croccante e grossolana del nostro tradizionale pangrattato, rende questi toast incredibilmente croccanti e leggeri nonostante siano comunque fritti, perché dopo averli fatti scolare su carta assorbente non resteranno affatto unti. 
Sarà lo stuzzichino perfetto per l'aperitivo? Non vi resta che provarli!
In più. se volete provare anche voi il prosecco Val D'Oca, fino al 30 settembre potete acquistarlo sullo shop online del loro sito usufruendo di uno sconto speciale del 10% sul primo acquisto, riservato ai lettori di Pane&Burro. Basterà inserire il codice sconto e416205d al momento dell'acquisto.
Buon week end e buoni aperitivi a voi!


19 luglio 2017

Fattoush: il parente mediorientale della panzanella

fattoush

Avete mai sentito parlare del "fattoush"? Se siete fan della cucina mediorientale come me, sicuramente si. Il Fattoush (o fattouch) è di un'insalata a base di pane arabo tostato o fritto per renderlo croccante e condito per lo più con verdure crude, fresche e croccanti come i cetrioli, i pomodori, i ravanelli o altre verdure a seconda della stagione. Essendo un piatto casalingo, come spesso accade, non c'è una ricetta vera e propria e ognuno lo può preparare un po' con gli ingredienti che preferisce, proprio come nella maggior parte delle ricette di casa della nostra tradizione. Mi ricorda quindi moltissimo la nostra panzanella toscana, un modo furbo di far fuori gli avanzi di pane trasformandoli in un piatto gustosissimo e fresco, perfetto per un pranzo in spiaggia, una cena "al fresco" o la schiscetta in ufficio. Ingrediente che non può mancare nel fattoush tradizionale è il sommaco (sumac) che viene usato per insaporirlo. Si tratta di una pianta dalle bacche rosse i cui frutti secchi vengono macinati finemente e utilizzati in polvere per insaporire la maggior parte dei piatti tipici della cucina del Medio Oriente ma anche del Nord Africa, Asia e in alcuni casi del Sud America che può essere usata anche per insaporire pesce e carne. Ha un sapore non troppo invadente, leggermente aspro, pungente e acidulo e poco piccante. La potete trovare nei negozi specializati in spezie o nei negozi di specialità internazionali.
Anche questa ricetta fa parte del servizio dedicato ai pomodori che ho realizzato questo mese per la rivista Prèmiaty che potete acquistare in tutti i supermercati della catena Sigma


12 luglio 2017

Una pasta "alla Norma" in versione estiva e leggera, come piace a me

Senza titolo

Partiamo dalla premessa che questa non è la ricetta della pasta alla Norma tradizionale, anzi non ha nulla a che vedere a dirla tutta con la vera, squisita, goduriosa, peccaminosa pasta alla Norma (che come dice la mia mamma, le melanzane o fritte o niente), l'unica cosa in comune con la ricetta storica sono gli in gredienti, che di base sono grossomodo gli stessi. 
Però posso assicurarvi che questa pasta è buonissima, leggera e veloce da preparare. Insomma, perfetta per questo periodo estivo da cucinare, volendo, anche in anticipo e servire fredda (anche se io devo dire la verità la preferisco di gran lunga tiepida). Un'idea alternativa per portare in tavola un buon piatto di pasta con tutti i sapori e i colori della stagione. 
Ho usato dei fusilli giganti che amo particolarmente per questo tipo di condimento, il "sugo" li avvolge perfettamente e li condisce riccamente. Ma potete usare il formato che preferite, ovviamente. La ricetta fa parte del servizio dedicato ai pomodori che potete trovare all'interno della rivista Premiaty in tutti i supermercati Sigma della vostra città. Per chi non ne ha uno a portata di mano, ecco la ricetta. 


06 luglio 2017

Le frittate "estive": pomodorini, feta, menta e pinoli

frittata1

Lo avevo già detto parecchio tempo fa in questo post qui, ma da sempre a casa nostra le frittate sono sinonimo di pranzi estivi. Il che non ha un gran senso, soprattutto perché io nella maggiorparte dei casi le frittate le finisco di cuocere in forno, ma è probabilmente più l'idea di risolvere una cena in modo rapido, sostanzioso e sbrigativo, ma pur sempre goloso e saporito, che sintetizza l'associazione frittata=cena estiva, magari accompagnata da una fresca insalata (meglio ancora se appena raccolta dal nostro mini orto in terrazza che quest'anno ci sta regalando qualche bella soddisfazione!). 
Quindi in effetti mi succede di cucinare una buona frittata per cena soprattutto nei mesi estivi. Come questa frittata qui, che ho preparato qualche tempo fa per un servizio tutto dedicato ai pomodori che ho realizzato la rivista Prèmiaty della catena di supermercati Sigma del numero di luglio appena uscito, dal quale  penso che condividerò qui con voi anche qualche altra ricetta, perché ci sono piaciute davvero tutte moltissimo..
Questa in particolare è davvero semplice da fare ma comunque golosa e ottima sia appena tiepida che fredda, quindi davvero perfetta per una cena in terrazza o in giardino, ma anche per il pranzo in ufficio del giorno dopo.. insomma vedete voi!
L'unico accorgimento per realizzzare una frittata allegra e colorata come quella che vedete in foto (soprattutto se anche a voi, come a me, le frittate piacciono parecchio alte) è quello di inserire i pomodori solo in un secondo momento, quando la frittata inizia ad essere abbastanza rappresa, altrimenti affonderanno completamente nelle uova ancora liquide scomparendo completamente. Vi lascio quindi la ricetta qui sotto per chi no avesse la possibiltà di acquistare la rivista nei supermercati Sigma.
Buona settimana!  

15 giugno 2017

Insalata di spaghetti di carote alla marocchina

insalata carote marocchina
Questa insalata di carote è stata una delle scoperte più felici degli ultimi tempi. Ad essere sincera, contrariamente alla maggiorparte delle persone, ho sempre preferito le carote cotte a quelle crude. Se proprio le devo consumare crude le infilo in qualche estratto di frutta ma l'idea di sgranocchiare carote come un coniglio sinceramente non mi ha mai particolarmente attratta. A casa nostra mia madre preparava spesso un'insalata di carote grattugiate con olio e limone e forse già da allora non mi piacevano un gran che. Ne mettevo in bocca una forchettata e passavo decine di minuti a masticare ogni boccone, forse è proprio la consistenza delle carote crude che non mi convince, insomma davvero non lo so cosa sia che non me le fa amare!
Questa volta però mi sono dovuta ricredere: ho realizzato questa ricetta per una campagna sponsorizzata su Instagram nella quale doveva essere esaltato il colore arancione con un prodotto di stagione: le carote, quindi, sono state il mio primo pensiero. Ma quest'insalata di carote non ha niente a che vedere con la trise insalata di carote grattugiate della mia infanzia: è ricca, saporita, sfiziosa nel gusto e nella forma, si può mangiare infatti arrotolando le carote sulla forchetta come dei veri e propri spaghetti. Un perfetto piatto unico estivo o una ricca insalata da servire in questa estate caldissima, senza dover metter mano ai fornelli. Vi piace l'idea?

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05 giugno 2017

Insalata di patate, uova e speck Alto Adige IGP

cover
[caraffa, bicchiere ciotolina in vetro Luigi Bormioli]

{post in collaborazione con il Consorzio di Tutela Speck Alto Adige}


Qualche tempo fa sono stata contattata da un'agenzia che mi proponeva una collaborazione per promuovere alcuni prodotti d'eccellenza del territorio dell'Alto Adige. Se seguite il mio blog sapete che sono davvero molto selettiva sulle mie collaborazioni, non sono affatto contraria, anzi, tutto sommato i blog sono diventati ormai dei nuovi canali di comunicazione tra l'altro con un bacino di utenza notevolmente targettizzato e fidelizzato e, pertanto, mi sembra piuttosto ovvio che le aziende scelgano di comunicare e far conoscere i propri prodotti anche attraverso questo nuovo canale di comunicazione sociale.  E quindi anche io, nel mio piccolo, vengo spesso contattata da aziende del settore principalmente food, ma anche di tutto quello che ruota intorno al mondo della cucina, che mi offrono collaborazioni a vario titolo per raccontare a chi mi segue i loro prodotti. 
Personalmente il blog non è il mio mestiere, mi guadagno da vivere in altro modo, resta pertanto una passione condivisa e qualcosa di più di un semplice hobby, quindi per fortuna mi posso permettere di essere davvero molto selettiva quando si tratta di accettare una collaborazione, rifiutando tutte quelle che riguardano prodotti che io per prima non acquisterei e che quindi non mi sentirei di consigliare a chi mi segue. Coerenza, forse, ma anche ottimizazione del tempo verso la qualità: chiaramente le aziende che ti offrono una collaborazione si aspettano di trovare spazio nelle tue pagine e io non voglio che qui diventi un volantino pubblicitario, il tempo da dedicare al blog è sempre ritagliato tra altri impegni di lavoro e non voglio che sia per forza "condizionato" dalla presenza di uno sponsor ad ogni ricetta. 

primo piano
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Tuuuuuutto ciò premesso per spiegarvi in poche parole non come funzionano e quanto guadagnano i blogger (fortunatamente c'è chi grazie alle proprie capacità e competenze è riuscito a trasformare il blogging in una professione vera e propria e in molti casi anche in modo decisamente molto coerente) semplicemente vi spiego il mio modo di accettare collaborazioni, motivo per cui ogni tanto trovate menzionato qualche prodotto in particolare (e molto spesso accade anche che qualche prodotto sia citato senza che ci sia una sponsorizzazione alle spalle, semplicemente perché ho provato il prodotto e mi è piaciuto, perciò mi sento di consigliarlo come farei semplicemente con un'amica!).
Potete immaginare duque la mia contentezza quando mi è stato proposto di collaborare con il Consorzio Tutela Speck Alto Adige, dato che lo speck è uno dei miei salumi preferiti. A casa nostra, nel frigorifero, non manca mai quell'etto di speck di emergenza! Felicissima quindi di poter pensare qualche ricettina da proporvi che veda l'impiego di un buonissimo pezzo di Speck Alto Adige IGP che il consorzio mi ha gentilmente recapitato qualche giorno fa. Mi piace vincere facile, lo so! 
Tra l'altro io non sono mai stata in Alto Adige, ma ho ricevuto insieme allo speck anche un bellissimo libro che ne racconta l'antica tradizione e il metodo di preparazione che conferisce allo speck l'inconfondibile aroma e la delicata affumicatura. Io lo amo, e lo ho amato ancora di più in questa insalata di patate che è un vero jolly, da servire come piatto unico o come ricco contorno e perfetta per una cena in piedi  al buffet, o perfino per un brunch della domenica. Insomma, scegliete voi. Scegliete però di acquistare uno speck che porti il tradizionale marchio verde Speck Alto Adige IGP, che viene conferito unicamente ai produttori che rispettano il severo disciplinare del Consorzio che tutela la qualità e la preparazione dello speck secondo gli standard dell'antica tradizione del Sud Tirolo. 
La ricetta la trovate direttamente in foto. 
Buon inizio di settimana a tutti!

ricetta

17 maggio 2017

Asparagi con salsa "gribiche" [mai più senza]

asparagi sauce gribiche
posate KnIndustrie - macina sale e pepe Le Creuset

Avete mai sentito parlare della "sauce gribiche"? Io no, almeno fino a pochi giorni fa. Quando questo video pubblicato sulla pagina Facebook del magazine Bon Appétit non ha inesorabilmente catturato la mia attenzione. 
D'altronde, come non poteva quel mix di cetriolini sott'aceto, capperi, senape e uova sode esercitare su di me un potere ipnotico? Tornando a casa avevo solo una cosa in mente: LA. DEVO. FARE.
In fondo non avevo scuse, tutti gli ingredienti (o quasi) sono tra quelli sempre presenti tra dispensa e frigorifero. Poteva non piacermi una "salsa" come questa? Ovviamente no.
E chi poteva inventare una cosa così deliziosamente goduriosa se non i francesi? (e te pareva..). Un nome tanto chic per una salsa invece molto rustica e decisa.. Insomma, spero di aver incuriosito anche voi, se amate questi sapori io vi consiglio assolutamente di provarla. Vi svolta la cena in 10 minuti. Perfetta sugli asparagi, come ho fatto io (che ve lo dico a fare, uova e asparagi..) ma anche come accompagnamento ad altre verdure cotte semplicemente al vapore oppure con carni bollite e pesce arrosto o al vapore (la vedrei benissimo con il salmone, per dire!). 
Anche buona da mangiare così semplicemente a cucchiaiate direttamente dalla ciotola (come ho fatto io).. In rete ne trovate diverse versioni, anche frullata fine fine come una maionese, io però ho adorato questa versione molto rustica e a pezzettoni proposta da Bon Appétit, molto più nelle mie corde, che trovo perfetta perché vi fa ritrovare tutti gli ingredienti che si armonizzano perfettamente. La ricetta originale prevede l'aggiunta di prezzemolo e dragoncello freschi tritati, ma io ho preferito aggiungere dell'erba cipollina che in questo periodo è particolarmente rigogliosa sul mio terrazzo. Provatela, la amerete follemente..


[si ringraziano KnIndustrie e le Creuset per gli oggetti usati in queste foto]

sauce gribiche
posate KnIndustrie - macina sale e pepe Le Creuset

asparagi

08 maggio 2017

Vellutata di asparagi, porri e piselli con bacon croccante

vellutata premiaty asparagi e piselli
Se per caso avete vicino casa un supermercato della catena Sigma, da qualche mese potete acquistare la nuova rivista Prémiaty, una vera e propria mini rivista di cucina completamente rinnovata anche nella veste grafica, venduta in tutti i punti vendita con tantissime ricette e molti consigli per gli acquisti. 
Così, tra le altre cose, potrete trovare tutti i mesi due miei servizi di ricette, uno dedicato alle ricette di stagione (con gli ingredienti del momento), l'altro dedicato alle ricette Free, ovvero ricette benessere che ogni mese vedono "l'assenza" di un ingrediente, non solo dei più frequenti allergeni, ma anche assenza di ingredienti più comuni di cui si offrono alternative o sostituzioni, un po' per chi segue un regime alimentare diverso, un po' per alleggerire piatti più tradizionali.
Nel numero scorso, quello di aprile, il servizio di stagione era interamente dedicato agli asparagi, ingrediente che io personalmente amo moltissimo (capirete che sacrificio per me studiare e testare le ricette di questo menu!), in particolare ho decisamente apprezzato questa buonissima zuppa di stagione, che potete tranquillamente continuare a preparare anche ora visto che gli asparagi e i piselli abbondano sui nostri mercati, finalmente a prezzi abbastanza ragionevoli! 
Vi lascio qui la ricetta e soprattutto, per chi potrà e vorrà, vi aspetto anche su Prémiaty Sigma!


28 aprile 2017

Compiti per il weekend: muffin morbidissimi ai mirtilli, yogurt e limone

muffin
Buongiorno!! 
Anche se oggi qui a Roma sembra pieno autunno, siamo alle porte del ponte del 1 maggio. Perciò visto che lunedì è festa, anticipo a oggi la ricetta per la colazione, ma a dire il vero va benissimo anche per la famosa "gita fuori porta" per chi ama il genere e si dedicherà alle escursioni nel verde con tanto di cestino e coperta per il pic nic.. 
Ho iniziato ad apprezzare i muffin durante i miei viaggi a Londra, piuttosto frequenti per motivi di lavoro per  un decennio a metà degli anni novanta. Proprio a due passi da Covent Garden c'era questo piccolo negozio che si chiamava The Canadian Muffin Company ed era una tappa fissa durante le mie trasferte, specialmente in inverno non mi facevo mai mancare una tazzona di caffèllatte bollente con uno dei loro meravigliosi muffin giganti, ne preparavano di tantissimi dipi diversi, sia dolci che salati, una vera delizia! 
Questi muffin sono decisamente più piccoli di quelli che preparavano loro, ma me li ricordano molto e sono perfetti sotto molti aspetti: si preparano in pochissimo tempo (mezz'ora in tutto, compresa la cottura), sono leggerissimi, profumati e morbidissimi e si conservano tali per diversi giorni (se riuscite a farli durare..). Talmente facili da preparare che spesso li inforno direttamente la mattina, quando mi capita di svegliarmi presto anche di fine settimana, così sono ancora tiepidi per l'ora di colazione.
Per questa ricetta mi sono ispirata a questa della mia amica Rossella, alias Vanigliacooking, che ho variato leggermente per renderli più leggeri e adatti ad essere consumati anche tutti i giorni..
Non avete scuse per non preparare una dozzina di questi meravigliosi dolcetti mono porzione, volendo potete surgelarne la metà e tirarli fuori la sera prima di andare a dormire. La mattina dopo saranno morbidi e fragranti come appena fatti. Buon weekend,  buon ponte e buona festa dei lavoratori!

muffin cestino
GHIGHIRHEGER


18 aprile 2017

La colazione dei campioni: pancake alla banana e mirtilli

blueberry banana pancakes
In questo martedì travestito da lunedì mi sembra che una ricetta per la colazione ci stia proprio bene, no? E mi sono accorta che qui sul blog non avevo MAI pubblicato una ricetta di pancake.. Possibile?? Non che non mi piacciano, anzi.. li adoro! Ma confesso di non cucinarli molto spesso a casa. Trovo un po' complicato prepararne tanti contemporaneamente in modo che si riesca a far colazione tutti insieme, finisce sempre che chi li prepara (in genere la sottoscritta) stia ai fornelli mentre gli altri si spazzolano i pancake via via che sono pronti, finendo per mangiarli poi da sola nell'ultima sfornata (a meno che uno non li scaldi un po' nel microonde, cosa che personalmente non amo perché trovo che diventino troppo spugnosi). 
Quindi viva i pancake "in solitaria" o al più per 2 persone. Oppure viva i pancake al bistrot o ovunque li facciano come si deve (in America esiste addirittura una catena di ristoranti che fa solo pancake, si chiama IHOP - International House of Pancakes.. un sogno!).
Mi piaccino moltissimo i pancake preparati in modo classico, al più con un po' di farina integrale nell'impasto, e mi piacciono particolarmente ricchi, con un pezzetto di burro tra un pancake e l'altro, l'ultimo pezzetto di burro in cima alla montagna e una colata più che generosa di buon sciroppo d'acero.. una vera delizia da concedersi una volta ogni tanto come colazione speciale (magari poi a pranzo uno smoothie o un'insalatina, eh..).
Questa volta ho seguito una ricetta diversa che prevede l'uso della banana e dei mirtilli all'interno della pastella dei pancake. Ovviamente dovete essere dei fan delle banane perché il sapore si sente parecchio, ma sono molto buoni e soffici. Da completare con banana e mirtilli freschi e l'immancabile colata di sciroppo d'acero. Buona settimana e buona colazione!

PANCAKE DI BANANA E MIRTILLO
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::Ingredienti:: 

100 g di farina 00 
50 g di farina integrale
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 banana matura schiacciata
1 tazza di latte (circa 220 ml)
2 cucchiai di burro fuso
2 cucchiai di mirtilli freschi
burro per la padella

per decorare: banana a fettine, mirtilli freschi e sciroppo d'acero

::Procedimento::

Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola.
A parte, schiacciate la banana e mescolatela al latte e al burro fuso.
Mescolate i due composti fino ad ottenere una pastella non troppo liquida e senza grumi. Aggiungete i mirtilli, mescolate e coprite con un foglio di pellicola. Fate riposare per circa 15 minuti.
Ungete leggermente con pochissimo burro una padella antiaderente. Versatevi un mestolino di pastella alla volta (o di più a seconda del diametro della padella, dovrete ottenere delle frittelle spesse poco più di mezzo centimetro).
Fate cuocere da un lato a fiamma dolce finché sulla superficie non inizieranno a formarsi tante piccole bollicine. Girate la frittella dall'altro lato con l'aiuto di una spatolina con un movimento veloce (oppure se siete bravi fatela saltare sottosopra). Fate cuocere per qualche secondo anche dall'altro lato.
Via via che sono pronte le frittelle, mettetele una sull'altra in un piatto, alternando qualche fettina di banana e dei mirtilli freschi. Irrorate con abbondante sciroppo d'acero e servite.

per 2, abbondante! 

10 aprile 2017

Rape a sorpresa

rape al parmigiano
Le rape. Queste sconosciute (o quasi).
Quanti di voi le cucinano abitualmente? Ammettiamolo.. queste verdure non sono certamente tra le più gettonate, eppure con un bel mazzo di rape fresche come quelle che ho trovato qualche giorno fa al mercato si possono realizzare moltissimi piatti confortanti, nutrienti e anche appetitosi. In più niente viene sprecato, il che me le rende anche più simpatiche, le foglie ad esempio sono buonissime anche semplicemente sbollentate e saltate in padella con uno spicchio d'aglio, peperoncino, olio buono e un'alicetta sott'olio, per dire.. Certo, bisogna aggiungere qualche sapore perché la rapa di per se non è particolarmente ricca di gusto. Ma sono tenere, leggere, dolci.. insomma, a noi le rape piacciono molto e le cuciniamo spesso in vari modi. Una delle ultime versioni ha riscosso, inaspettatamente, un grandissimo successo anche tra i più giovani commensali della famiglia. Non è nemmeno una ricetta vera e propria, a dirla tutta, tanto è semplice e veloce da preparare. Vi consiglio solo di abbondare con le quantità perché queste rape arrosto al parmigiano andranno letteralmente a ruba e vi pentirete di non averne cucinate di più (come è successo a me!).

rape arrosto al parmigiano
tegame basso in ghisa smaltata Le Creuset



Vi basterà pelare con un pela patate delle belle rape bianche freschissime e sode, almeno 6 o 8.

Tagliatele a spicchi dividendole prima a metà e poi ciascuna metà in 4 spicchi. Mettete le rape in una ciotola e conditele con olio evo, sale, pepe e una generosa spolverata di noce moscata grattugiata al momento. Trasferitele in una teglia da forno e spolveratele con abbondante parmigiano reggiano grattugiato (con una grattugia tradizionale, non di quelle moderne tipo microplane che fanno dei riccioli troppo soffici e delicati).
Passate le rape in forno per circa 20 minuti a 200 ° C finché non saranno ben gratinate in superficie e leggermente abbrustolite sotto. 
Sfornate e lasciate intiepidire prima di servirle. Buon appetito!


06 aprile 2017

La carbonara secondo Roscioli per il #carbonaraday

carbonara
Sapevate che oggi è la giornata internazionale della pasta alla carbonara? Nemmeno io fino a qualche giorno fa.. Uno dei piatti simbolo della cucina romanesca famoso in tutto il mondo, di cui si perdono le vere origini (c'è chi sostiene addirittura che sia in realtà un'invenzione degli americani nel tentativo di riprodurre le loro eggs and bacon in un piatto di pasta) ma tant'è: in tutto il mondo oggi si celebra questo meraviglioso primo piatto, tanto buono e semplice quanto insidioso.. la pasta alla carbonara infatti, ricetta povera con pochissimi ingredienti, è uno dei primi più difficili da cucinare. Il passo da una carbonara cremosa, avvolgente, setosa a una pasta con le uova strapazzate è veramente molto breve.. motivo per cui io la carbonara spesso e volentieri preferisco mangiarla nei ristoranti dove la sanno fare "daddio" piuttosto che prepararla a casa. 
Questo piatto, apparentemente facile, come tutte le ricette all'apparenza più umili, richiede invece una certa maestria oltre al perfetto bilanciamento degli ingredienti. Chi di voi non si è imbattuto in rete in ricette che ben poco avevano a che fare con una vera "carbonara", con aggiunta di panna, aglio, cipolla, burro e chi più ne ha più ne metta. 
La "carbonara" secondo tradizione è una cosa seria e prevede l'uso di 3 soli ingredienti, oltre alla pasta ovviamente: uova, pecorino e guanciale. Una delle migliori carbonare di Roma, secondo il mio modestissimo parere, è quella che si mangia alla salumeria Roscioli di via dei Giubbonari. E siccome l'anno scoro è uscito un bellissimo libro che racconta la storia di questa famiglia, dal mitico forno alla imperdibile salumeria, un bellissimo lavoro piacevolmente scritto dalla brava Elisa Menduni con le immagini catturate dall'occhio del fotografo Maurizio Camagna. Ovviamente il libro contiene anche alcune delle loro ricette più famose, quelle per cui se volete mangiare alla salumeria Roscioli in un qualsiasi giorno della settimana è bene che prenotiate con largo anticipo. 
E siccome, come dicevo più su, la loro carbonara è a parere mio una delle migliori mai mangiate non potevo certamente esimermi dal provare a prepararla in casa.


03 aprile 2017

Schiscetta 2.0: zuppa Thai con pollo, noodles e spinaci in barattolo

soup
barattolo della collezione Lock Eat Food Jar di Luigi Bormioli 

Chi di voi si prepara il pranzo e se lo porta al lavoro? Io lo faccio molto spesso, anche se in ufficio abbiamo una mensa di tutto rispetto, ma nella maggior parte dei casi sfrutto la pausa pranzo per andare a fare un po' di attività fisica in palestra e quindi, per ottimizzare i tempi, mi porto il pranzo da casa. Qualche volta rimedio con quello che è rimasto dalla cena della sera prima, molto spesso si tratta perciò di una delle mie adorate zuppe :)
Come questa qui: una zuppa deliziosamente speziata, facilissima da preparare, buona, sana e nutriente da mangiare. Il tutto facilmente assemblabile e trasportabile in barattolo. Vi basterà aggiungere acqua bollente (o meglio, se potete, brodo di pollo) e attendere qualche minuto prima di armarvi di cucchiaio e forchetta per gustarvi il vostro pranzo da scrivania in versione spicy 2.0!

ingredienti


Preparatevi in anticipo tutti gli ingredienti: lessate il pollo e tagliatelo a fettine, lavate e asciugate bene gli spinaci, fate cuocere e raffreddare i noodles. Sistemateli a strati nei barattoli, così saranno già pronti in frigorifero da portar via, e unite la crema di cocco e la pasta di curry. 
Una volta in ufficio, al momento della pausa pranzo, non vi resta che aggiungere acqua o il brodo bollenti nel barattolo (oppure potete aggiungerli freddi e scaldare tutto insieme nel microonde). Chiudete ermeticamente e aspettate qualche minuto, in modo che il brodo sciolga per bene sia la crema di cocco che il curry e sia un po' meno bollente. Poi aprite il barattolo, lasciatevi inebriare dal profumo per qualche istante, mescolate bene e buon pranzo!


making soup
barattolo della collezione Lock Eat Food Jar di Luigi Bormioli

Per questa ricetta ho voluto provare i nuovi barattoli di Luigi Bormioli della linea Lock Eat: bellissimi contenitori in vetro con il tappo a leva in metallo e guarnizione completamente separabili, facilisismi perciò sia da lavare anche in lavastoglie e soprattutto perfetti per essere scaldati anche al micro-onde, cosa che con i normali barattoli con tappo a leva tradizionali non è possibilie (le parti in metallo infatti non possono essere inserite nei forni a micro-onde). Esistono in moltissimi formati e hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ottimi come contenitori per conservare gli ingredienti, perfetti per trasportare il cibo o riporre gli avanzi in frigorifero o nel freezer, oppure da usare come elegantissima schiscetta per il vostro pranzo da ufficio.



27 marzo 2017

Tornare bambini a tavola: asparagi e uova al burro e parmigiano

ASPARAGI AL CARTOCCIO CON UOVA
macina pepe Le Creuset

Quanti di voi hanno un piatto che istantaneamente li riporta all'infanzia, quando star seduti a tavola significava avere le gambe a penzoloni sulla sedia, a quei momenti felici e indelebili di quando eravamo bambini spensierati, alle persone e ai luoghi che non ci sono più, quando essere adulti ci sembrava un tempo infinitamente lontano..
A me ad esempio succede abbastanza spesso, mi piace sperimentare ma anche far rivivere i piatti della mia personale tradizione familiare a casa mia. Molto spesso sono piatti che vengono accompagnati da un aneddoto di famiglia, che ormai immimarito e i miei figli "acquisiti" non ne possono più di sentir raccontare. E questo, sotto sotto, mi riempire di immensa gioia e soddisfazione, che pur non avendone avuti di miei (di figli) qualcosa della mia storia personale in qualche  modo è entrata a far parte della loro vita e forse un giorno, chi lo sa, loro stessi racconteranno ai loro figli qualche storia della mia famiglia che in questo modo non andrà perduta.. 
Oppure magari le raccoglierò tutte in un libro, chi lo sa.. Un sogno che ho da molto tempo infatti è proprio quello di raccogliere tutte queste ricette e tutte le nostre storie di famiglia in un libro, chissà.. 

Ci sono moltissimi piatti che mi riportano indietro nel tempo, la salsa di pomodoro di mia nonna Paola, il pesto, la scarcella, la pasta con il sugo di spezzatino della mia mamma, la crème caramel del mio papà.. ma davvero la lista è veramente molto lunga e piano piano le condividerò anche qui sul blog. Va anche detto che sia io che mio fratello da bambini eravamo veramente molto poco difficili a tavola: mia mamma ci ha sempre abituato a mangiare qualsiasi cosa e infatti, tutt'ora, mangio davvero di tutto.. Anche le verdure, hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione fin da piccolissimi, non mancavano mai almeno due se non più verdure diverse ad ogni pasto, che mia mamma spesso cercava di rendere più golose per la bocca di noi piccoli: indimenticabili i suoi spinaci al burro e parmigiano (l'unico modo in cui mi piacciono ancora anche oggi!), il suo cavolfiore gratinato alla besciamella, i suoi finocchi al latte e parmigiano, e gli asparagi di cui io andavo veramente ghiotta, che lei ci serviva come letto delle uova al burro, con una generosa spolverata di parmigiano ad insaporire il tutto. Così qualche giorno fa me li sono voluti preparare proprio così, con l'unica differenza che invece di lessarli come da tradizione li ho cotti in forno "en papillotte", ovvero al cartoccio, ben chiusi nella carta forno, così mantengono intatte non solo il sapore e la croccantezza ma anche la maggior parte delle proprietà nutrizionali che in questo modo non vengono disperse nell'acqua. 
Basterà lavarli, pelare i gambi con un pela patate, condirli a vostro gusto, con un filo d'olio, sale, pepe e qualche erba aromatica. Avvolgeteli ben stretti nella carta da forno e legate i pacchettino con un cordino. Fateli cuocere in forno a 180° C per circa 20 minuti. 
Il sapore degli asparagi con le uova ancora oggi mi riporta all'infanzia, quando pucciavvo le punte degli asparagi nel tuorlo d'uovo e ripulivo il piatto con il pane fino all'ultima goccia che quasi non c'era nemmeno più bisogno di lavarlo.
E voi? quali sono i piatti che vi riportano all'infanzia? Qual'è la vostra "ratatouille" di Monsier Ego? Mi piacerebbe conoscerli! Se vi va, raccontateli nei commenti. E buona settimana!

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