28 settembre 2017

Di Charlotte alla Milanese e abbracci dall'al di là

charlotte milanese torta senza ingredienti
Ho sempre pensato, fin da piccola, di "sentire" alcune piccole cose prima che accadano. Niente storie ai confini della realtà, ma in più di un'occasione mi è successo di sognare in anticipo accadimenti che poi si verificano nella realtà, o persone che magari non sento da tantissimo tempo e che rispuntano fuori all'improvviso proprio poco dopo averli pensati o sognati. Ma quello che mi capita molto più spesso è di ricevere un "messaggio" da parte di persone a me molto care che non ci sono più. Poco più di una sensazione, a dire il vero, niente parenti che dall'aldilà ti rivelano la sestina del super enalotto per cui diventi milionario (magari!) ma piccoli, piccolissimi segni che, forse anche solo per auto suggestione, mi fanno sentire vicine come non mai le persone che un tempo rappresentavano per me dei punti di riferimento, oltre che una fonte inesauribile di affetto e cura.. 
Prima fra tutte la Nonna Paola
Molto spesso mi è capitato di sentirla più vicina che mai, da qualunque luogo si trovi adesso, per qualche piccolo segnale inaspettato, ma anche solo qualche sua espressione dimenticata che esce fuori all'improvviso, qualche suo gesto che compio, forse, ogni giorno automaticamente ma che in un preciso momento mi sembra nuovo e me la ricorda tantissimo, facendomi sorridere. E il bello di tutto ciò è che queste sensazioni capitano sempre in momenti in cui sono particolarmente giù, o messa alla prova, o in affanno fisico o mentale. Quest'anno è stato un anno difficile sotto molti punti di vista, e in molte occasioni la nonna si è "affacciata" per un istante, facendomi arrivare il suo conforto, il calore del suo braccio che tante volte ho sentito stringersi sulla mia spalla.. L'ultimo episodio è capitato giusto qualche mese fa, in occasione di una mia collaborazione con PaneAngeli (..angeli, non a caso, tutto torna...) che mi ha invitata a partecipare con una ricetta al loro progetto "L'Italia più dolce", un piccolo e-book realizzato insieme a tante altre "colleghe" blogger sui dolci più tipici delle varie regioni d'Italia. E siccome, nella fattispecie, anche se ormai sono definitivamente stata adottata da Roma e mi considero molto più romana che Milanese, in omaggio alle mie origini e a quelle della mia famiglia paterna mi è stato chiesto di preparare un dolce tipico della tradizione milanese, ovvero la Charlotte alla Milanese.

charlotte alla milanese ingredienti

A dirla tutta di questo dolce tipico non ne avevo proprio mai sentito parlare prima di allora, ma ho accettato ben volentieri dato che in praticamente quasi tutte le famose torte da colazione che tanto piacciono a casa Pane&Burro la famosa "bustina di lievito" in questione è da sempre quella di PaneAngeli. 
Così ho iniziato a documentarmi su questo dolce, scoprendo che è sostanzialmente un dolce povero, di recupero, realizzato in pratica con pane e burro (e che te lo dico a fare), mele, zucchero e poco altro, arricchito con uvetta e canditi. Eppure a me questo dolce che, giuro, non avevo mai sentito nominare né tantomeno mai mangiato in vita mia qualcosa me la ricordava. Gira che ti rigira, il giorno in cui mi sono messa a prepararlo per questo progetto, è arrivata l'illuminazione. Così ho telefonato alla mia mamma, che ancora oggi detiene come un piccolo cimelio da museo, il taccuino delle ricette di Nonna Paola, un piccolissimo quadernino con il dorso a spirale (moderno per la sua epoca, come lo è sempre stata anche lei) e le pagine ormai completamente ingiallite, scritte a mano con la sua inconfondibile calligrafia, la stessa delle tante bellissime lettere che mi spediva puntualmente dalla Francia per il mio compleanno, piene di storie bellissime inventate da lei e che ancora custodisco gelosamente. 
Non so come né perché questa charlotte alla milanese mi sembrava di averla sbirciata una volta in quel taccuino, anche se perfino alla mamma, che lo ha sicuramente consultato migliaia di volte in vita sua, non diceva un gran che. "ma si mamma, guarda bene.. non so perché ma mi dice qualcosa.." "...." 
"no, c'è solo una charlotte alle mele ma non credo che l'abbiamo mai mangiata..".
Ecco, eccola lì: stessi ingredienti, stesso procedimento, stesso dolce. Solo che lei  la chiamava Charlotte alle Mele. Eccola, la Charlotte alla Milanese. E mica una qualsiasi... la sua.. Eccola la Nonna Paola, che in un pomeriggio d'estate in cui avevo bisogno di un po' di conforto è arrivata, in un modo tutto suo, a farmi sentire il suo affetto e la sua mano sulla mia spalla.

La ricetta di questo dolce, insieme a tante altre ricette di dolci tipici regionali, la potete trovare quindi all'interno dell'e-book "L'Italia più dolce" sul sito PaneAngeli 
#incollaborazioneconcameo

charlotte milanese fetta

06 settembre 2017

Shakshuka

shakshuka
[post in collaborazione con Le Creuset]

Questo piatto mi fa pensare a mia nonna Paola, di cui vi ho già parlato in diverse occasioni qui sul blog. Scopro con il passare degli anni sempre più particolari in me che mi ricordano lei, le somiglio in moltissimi aspetti, forse meno fisicamente, ma nel carattere, nei modi, nei gesti che ogni giorno compio automaticamente, sempre più spesso mi capita di soffermarmi e sorridere, pensando che è esattamente così che faceva anche lei. Riappare, a modo suo, nella mia vita nei modi più originali, molto di rado in sogno, più che altro in qualche piccolo souvenir di lei nel quale mi imbatto inaspettatamente, quasi sempre quando ne avevo più bisogno, nelle occasioni più inattese. E mi dà sollievo facendomi sorridere sapere che in qualche modo lei è lì da qualche parte che mi guarda e continua a prendersi cura di me. 
Una delle migliori qualità che ho ereditato da lei è sicuramente uno stomaco di ferro. Ho visto mangiare mia  nonna ogni giorno per tanti anni e vi garantisco che era una gran bella forchetta ma in particolare digeriva qualsiasi cosa. Una delle tante dimostrazioni di quanto appena detto era uno dei suoi piatti preferiti per cena: le uova al tegamino (rigorosamente cotte nel burro) accompagnate dalla "peperonata" di peperoni gialli, piatto di cui lei andava particolarmente ghiotta, che sfido chiunque alla veneranda età che aveva lei a consumare con la sua stessa nonchalance per il pranzo serale senza dover ricorrere a mezzo bicchiere di bicarbonato..
Quindi quando qualche giorno fa ho preparato la Shakshuka (o Shakshouka), un piatto mediorientale a base di peperoni e uova, naturalmente il mio pensiero è immediatamente volato a lei, al suo proverbiale appetito ma soprattutto al suo formidabile apparato digestivo..

peperoni
La Shakshuka è un piatto semplice, come dicevo, della tradizione culinaria di molti paesi del  medio oriente, un piatto familiare che viene preparato spesso per sfamare la famiglia con pochi ingredienti molto economici e facilmente reperibili. La ricetta originale prevede che una volta aggiunte le uova la cottura venga terminata in forno, ma io invece l'ho finita in padella, con il coperchio del tegame Le Creuset che vedete in foto, che crea un effetto forno e mi consente di non doverlo accendere (soprattutto con le temperature che fino a qualche giorno fa ci hanno fatto compagnia) e anche di controllare meglio la cottura delle uova. Accompagnato da qualche fetta di pane arabo (o di naan come nel mio caso) è un pasto perfetto, gustosissimo ed economico che sono sicura vi piacerà moltissimo. Il piatto può essere completato con della feta sbriciolata, ma per la nota acidula (che lo completa e lo bilancia) io ho preferito una salsina a base di yogurt greco. 
nreigjoetrhgierthoghtrehgioghioretg

SHAKSHUKA
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:: Ingredienti per 2 persone :: 
2 peperoni rossi non troppo grandi
1 cipolla rossa di Tropea
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 cucchiaino raso di paprika affumicata
una spolverata di peperoncino in polvere 
circa 250 g di pomodori datterino
4 uova fresche
olio evo
sale
pepe
un misto di erbe aromatiche fresche (idealmente coriandolo, io ho usato in alternativa basilico, prezzemolo e origano) 
100 ml di yogurt greco al naturale
1 cucchiaio di latte


:: Procedimento ::

Pelate e affettate finemente la cipolla. Sbucciate l'aglio e tritatelo molto finemente (se ce l'avete, usate lo schiaccia aglio).
Pulite i peperoni, eliminate il gambo, i semi e i filamenti e tagliateli a striscioline sottili poco meno di un centimetro.
Mettete in un tegame 2-3 cucchiai d'olio, scaldatelo insieme alla cipolla affettata e l'aglio tritato a fiamma dolce, per evitare che prendano colore. Quando la cipolla inizierà ad appassire leggermente unite le spezie in polvere e fate insaporire. Unite i peperoni a striscioline e i pomodorini divisi a metà e proseguite la cottura a fiamma dolce con il coperchio per circa 15 minuti, regolando di sale, pepe e peperoncino e aggiungendo poca acqua quando occorre per evitare che i peperoni si asciughino troppo. 
Quando i peperoni saranno cotti, create 4 incavi e rompete un uovo in ciascuno. Coprite con il coperchio e proseguite la cottura finché l'albume non risulterà ben rappreso.
Nel frattempo, mescolate lo yogurt con un filo d'olio, il latte, sale e pepe e tritate finemente le erbe aromatiche fresche. 
Quando le uova saranno cotte, completate con lo yogurt spruzzato qua e là con un cucchiiaio e le erbe aromatiche. Servite subito accompagnato da del pane arabo spennellato di olio e scaldato per pochi minuti.
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